Tendenze e dati principali dell'e-commerce europeo

Tendenze e dati principali dell'e-commerce europeo

L’European E-commerce Report 2019, pubblicato alla fine di agosto, presenta un bilancio sempre molto positivo con una crescita degli acquisti on-line superiore al 13% e un giro d’affari stimato di 621 miliardi di euro. Anche se il 66% del mercato è concentrato nell’Europa occidentale, tutti i paesi offrono un consistente potenziale di sviluppo. Le principali sfide da affrontare, come conferma lo studio, restano legate alla fiducia dei consumatori sulle questioni riguardanti la logistica, ovvero il tracking dell’ordine, la consegna, la gestione dei resi e la sicurezza dei pagamenti. Dal rapporto emerge inoltre che il gruppo degli over 65 rappresenta ormai il 2o segmento più numeroso degli acquirenti on-line.

Benché il mercato europeo offra un potenziale di oltre 500 milioni di clienti, l’indagine rileva una notevole disparità di comportamenti e realtà economiche tra le diverse regioni. Le differenze più significative riguardano il carrello medio, che raggiunge i 2.046 euro nell’Europa settentrionale e si ferma a 276 euro nei paesi dell’Est. Un importo che va messo in correlazione con il tasso di penetrazione di Internet, che varia dal 99% dell’Islanda al 64% dell’Ucraina. Le condizioni di accesso ai servizi on-line non rappresentano tuttavia il principale ostacolo allo sviluppo dell’e-commerce. Per i paesi più in ritardo, come l’Italia, la Romania o la Serbia, gli ostacoli riguardano principalmente la sicurezza delle transazioni e le modalità di consegna. Si tratta di aspetti che sono caratterizzati da notevoli differenze anche nell’ambito di una stessa regione. Ad esempio, se nell’Europa occidentale i francesi utilizzano la carta di credito nell’80% dei casi e preferiscono la consegna a domicilio e presso i punti di ritiro, i tedeschi pagano più del 50% dei loro acquisti tramite PayPal e optano per il servizio di spedizione Deutsche Post DHL. Queste differenze rappresentano delle eccellenti opportunità per gli e-commercianti che sapranno sviluppare delle interfacce adatte a ciascun paese target, che permettano di accedere a tutti i metodi di pagamento diffusi in Europa e ai servizi di consegna locali.

L’e-commerce europeo: una crescita continua

Con 798,4 milioni di abitanti nel 2019, la popolazione europea continua ad aumentare e rappresenta un potenziale di oltre 500 milioni di acquirenti. L’Europa ha attualmente un PIL che sfiora i 20.000 miliardi. Nello specifico, il PIL annuale pro capite è superiore ai 39.000 di euro nell’Europa occidentale e arriva fino a 44.000 euro nei paesi dell’Europa settentrionale. Si stima che il PIL dell’e-commerce ammonti rispettivamente al 4,11 e al 3,58%.

Il mercato dell'e-commerce B2C continua a crescere nel 2019

Dopo un lieve rallentamento nel 2018, la crescita dell’e-commerce europeo è stimata quest’anno al 13,6% per un giro d’affari pari a 621 miliardi di euro. Nell’Europa occidentale, ovvero in Germania, Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Regno Unito, si concentra il 66% del mercato. In Francia, lo sviluppo delle vendite on-line dovrebbe sfiorare il 17% per un giro d’affari di oltre 104 miliardi di euro.

Previsioni al rialzo anche per il carrello medio europeo che secondo le stime ha raggiunto i 1.464 euro nel 2019, pari a un aumento del 30% dal 2015. Un carrello che continua tuttavia a presentare notevoli disparità a seconda delle regioni e che può variare del 100% tra i paesi del Nord e del Sud.

Un carrello medio aumentato quasi del 30% dal 2015

Un mercato dell’e-commerce europeo sempre promettente

Il tasso di penetrazione medio di Internet è stimato all’82% nel 2019, seppure con differenze che restano significative tra le varie regioni: 93% per i paesi dell’Europa settentrionale, 71% per i paesi dell’Est. Nell’Europa occidentale si registra un livello di penetrazione del 92,3% (89% in Francia).

Anche a livello di percentuale degli acquirenti on-line si evidenziano delle disparità molto più accentuate, con una variazione dall’88 al 22%. Il Regno Unito con l’87% incalza la Svizzera (88%), mentre la Germania (82%) precede la Francia (76%) e la Spagna (62%). Alcuni stati non hanno ancora superato il traguardo del 50%, come l’Italia (47%) o il Portogallo (49%), ma le percentuali più basse riguardano soprattutto i paesi dell’Est con l’Ucraina in ultima posizione con solo il 22% di acquirenti on-line.

Lo studio dimostra inoltre che gli over 65 rappresentano ormai il 2o segmento più numeroso degli acquirenti on-line con il 17,08%, preceduti dai 25-54enni (42,23%) e seguiti dai 55-64enni (12,92%). Una tendenza analoga a quella già riscontrata negli Stati Uniti dove i baby boomer (55-75enni) rappresentano il 34% del commercio on-line.
La silver economy, legata all’invecchiamento della popolazione europea, influenza tutti i settori: tempo libero, trasporti, alimentazione, sicurezza, salute, servizi a domicilio, alloggi collettivi, assicurazioni, assistenza telefonica, internet, sport, ecc. Alcuni mercati devono adattare le loro offerte e i loro servizi per sedurre una nuova clientela dal forte potere di acquisto, che desidera migliorare la propria vita quotidiana e tutelare il proprio benessere e la propria salute.

La sicurezza dei pagamenti e delle consegne: principali leve di crescita per l’e-commerce?

Anche il numero di consumatori ancora riluttanti a effettuare acquisti on-line è piuttosto diversificato a seconda delle regioni. Corrispondente al 10-20% nell’Europa occidentale e settentrionale, ha percentuali molto più elevate nei paesi del Sud. Il 29% degli spagnoli e il 34% degli italiano preferiscono vedere o toccare il prodotto prima di acquistarlo e restano fedeli ai loro negozi.

Tuttavia, le principali remore nei confronti dell’acquisto on-line restano legate alle questioni relative alla sicurezza dei pagamenti e alla logistica, soprattutto in Portogallo, Turchia, Ungheria o Spagna. Le condizioni e i tempi di consegna, o la gestione dei resi in caso di mancato gradimento, figurano tra le principali preoccupazioni dei consumatori europei.

Per rispondere a queste esigenze, gli e-commercianti on-line dovranno quindi prestare attenzione agli usi e consuetudini di ciascun paese. Se la maggior parte degli europei preferiscono ricevere la merce a domicilio, i punti di ritiro si classificano al primo posto in Norvegia e Ucraina, mentre sono a pari merito con la consegna a domicilio in Francia.

Per quanto riguarda le transazioni, l’indagine evidenzia una sostanziale disparità a livello dei metodi di pagamento utilizzati dagli europei. In effetti, se in Francia, in Irlanda o in Danimarca la carta di credito rappresenta la principale modalità di pagamento, con quasi l’80% dei casi, la situazione è ben diversa altrove: la utilizza solo il 22% degli acquirenti nei Paesi Bassi, il 46% in Belgio e appena il 12% in Germania. Alcuni europei preferiscono delle soluzioni come PayPal o i bonifici bancari. È nell’Europa settentrionale che il pagamento tramite dispositivo mobile ottiene i migliori punteggi, con il 51% in Lituania o il 48% in Estonia, mentre il pagamento in contrassegno è sempre popolare nei paesi dell’Est.

Il rapporto sul commercio elettronico europeo mostra che l’e-commerce continua a espandersi in tutti i paesi dell’Unione Europea. Questa crescita riflette dei cambiamenti effettivi nei comportamenti d’acquisto analoghi a quelli osservabili in altre grandi regioni del mondo, come l’America del Nord o l’Asia. Per questo motivo, gli e-commercianti europei dovranno prestare particolare attenzione alle evoluzioni tecnologiche come la ricerca vocale, i social network e l’m-commerce (o commercio mobile). In effetti, si ipotizza che il commercio mobile riguarderà quasi la metà delle vendite on-line nell’arco dei prossimi due anni.

Articolo estratto dal sito PrestaShop Blog

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.